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lunedì 23 aprile 2012
Minuti
Raccogliere
Rovistavo fra i miei pensieri
Assaporandone l'essenza
Con vero sentimento
Cercando di attingerne
Ogni minimo sentire.
Già ero in ascolto
Lontano e vicino
In un connubio di sensi
Entravo ed uscivo
Razionalizzando, finché
Estraneo, mi perdevo...
Raccogliendo il meglio
Avuto in dono
Cadendo nel pozzo
Credendo di annegare
Ormai stremato
Galeggiai invece
Là dove il destino
Illude i sensi
E conoscendone seguito
Rapisce il pensiero
E di nuovo io, ero!
(TC 07 aprile 2012 -acrostico doppio-)
domenica 15 aprile 2012
Poco prima dell'amore
Testo di Alessandro Scarpellini
lunedì 9 aprile 2012
Dopo la Pasqua
Camminando sul selciato
posso veder la luce,
il pensiero illuminato
a prender spunto induce.
Risorto! Lui rivive!
Penetra nella mente,
dona gioe attive,
idee per l'immanente.
Possa l'umano apprendere
capire il trascendente,
render grazie, attendere,
il momento travolgente!
Il senso prende forma
la logica è razionale
Tutto nella norma:
l'evento è eccezionale!
TC 09 aprile 2012
martedì 6 marzo 2012
Nicosia
Dolcemente avvolto
ammiro il tuo volto;
respiri e ti risvegli:
un abbraccio scegli.
Fra argentee foglie
nascondi le doglie,
per passato fiorente
e futuro spiovente.
Scandisci senile:
le arcate vuote
dell' antico cortile.
Richiami a raccolta:
la campana scuote
chi c'era una volta.
Da questa sponda
ammiro il bello
di ciò che circonda.
© Tiziano Consani - Foto © Renzo Zucchini
sabato 7 gennaio 2012
Norma
Norma percorreva, in discesa, la nuova strada asfaltata, i suoi piedi camminavano svelti senza esitazione e le gambe muscolose facevano ondeggiare a forte ritmo i suoi fianchi prosperosi. Ad ogni passo, il carico costituito da un pesante fardello di cime di pruni fiorite che la donna teneva con disinvoltura sulle proprie spalle, si alzava e si abbassava mantenendo il ritmo ondulato del suo stessso bacino . Ad ogni passo che faceva, Norma cantarellava felice e pensava che era un passo in meno da fare. Il suo andare spedita era necessario a ridurre la distanza dall'arrivo e portare a termine quel faticoso compito quotidiano.
Ogni primavera, dalla finestra della sua casa a Tre Colli, la donna guardava il monte davanti a lei ed intravedeva i primi fiori gialli dei pruni. Sapeva che i suoi conigli sarebbero cresciuti meglio con quell'alimento ed, ogni mattina, poco dopo l'alba, s'incamminava per arrivare presto ad attingere in quel giardino montano che la provvidenza offerta dalla natura le metteva a disposizione. Appena raggiungeva la zona fiorita di giallo, Norma si soffermava qualche minuto a respirarne il profumo, poi dalla tasca del suo grande e spesso grembiule di juta, tirava fuori le sue forbici da pota e, quasi come fosse un rituale, iniziava a tagliare le cime più fiorite dei pruni e le riuniva a fascetti su due frasche di foglie di castagno. Poi legava il tutto, ben stretto con una corda e, con la sola forza delle sue braccia, lo issava su una ripa bassa, si toglieva il grembiule di juta, lo piegava e se lo metteva con cura in testa. Dopo di che si sedeva sotto la ripa in corrispondenza del punto in cui aveva appoggiato il fardello e poi, con una rapida manovra, si appoggiava il fascio fra la nuca e le spalle, issandosi in piedi nello stesso tempo. Si dava un paio di scossoni facendosi leva sulle ginocchia per assestare il carico e via veloce per imboccare il viottolo di ritorno. Quante volte era caduta insieme al suo carico, scivolando lungo il sentiero sconnesso e sassoso! Ma ora Norma non scivolava più, perché avevano costruito la strada asfaltata, proprio in mezzo al suo giardino fiorito.
All'inizio, quando vide le ruspe e sentì le mine innescate dagli operai del cantiere stradale per fare i varchi necessari alla costruzione della strada, rimase turbata ed indignata. Quando percorse per la prima volta, a piedi, quel tratto di strada e vide una pista di asfalto senza i "suoi" pruni, si sedette sul margine della carreggiata e pianse a lungo. Un piccolo fiume di lacrime salate caddero, in parte sul filo dell'asfaltatura ed anche sulla terra smossa di fresco della banchina stradale . Mentre singhiozzava, davanti a lei, scorse una fila di pruni fioriti ed il loro profumo la inebriò, facendole vedere la cosa da un altro punto di vista, da un'angolazione diversa e positiva: dai margini della strada, si potevano raccogliere le cime fiorite dei pruni senza entrare nella parte interna del monte! Quindi lei avrebbe potuto fare lo stesso i suoi fasci, in modo meno faticoso, utilizzando per salire e scendere al monte, la nuova strada . Non sarebbe più scivolata sul vecchio sentiero.
Norma era vedova e cresceva i suoi figli vendendo olio extravergine d'oliva e conigli: due prodotti, entrambi, di sua produzione. I conigli di Norma erano i migliori di tutta la Vallegraziosa perché lei li allevava ad erba stagionata, fieno e vegetazione di stagione. Mentre scendeva a piedi per la strada asfaltata portando in spalle il pesante fardello, guardava le giovani frasche delle acacie che stavano crescendo lungo i margini della strada e che, quella prossima estate, avrebbe potuto potare comodamente da lì e farne freschi fruscelli da portare in pasto ai suoi conigli. Mentre osservava e nello stesso tempo pensava, sorrideva felicemente dentro a se stessa, sapendo con certezza che i suoi figli potevano crescere tranquilli dall'inizio di quella primavera alla fine dell'estate; poi, dopo, sarebbe ricominciata la raccolta delle olive, le polle dei suoi ulivi erano cariche di fiori bianchi, la stagione era stata sfavorevole alla mosca olearia ed agli altri insetti nemici ed il raccolto prometteva olio buono ed in quantità.
Con tali pensieri, a Norma parve che il suo carico fosse più leggero del solito. Ormai era arrivata a casa, lasciò cadere il fascio di pruni sul terreno davanti al portone fatto con traverse di legno inchiodate, con i chiodi forgiati dal fabbro, che chiudeva il grande fienile dove, dentro, scorrazzavano i suoi conigli e, felice, pensò: "Stasera faccio 'na sorpresa a' mi' bimbi: spiano 'na bella fogliata di maccheroni e li 'ocio 'n sull'unto di 'onigliolo!"
© Tiziano Consani
07 gennaio 2012
Il nome scientifico dei pruni della Vallegraziosa è: Ulex europaeus, detto anche "pruno di Spagna":
Vedere: http://it.wikipedia.org/wiki/File:70_Ulex_europaeus_L.jpg
sabato 24 dicembre 2011
A Natale...
A Natale nacque Gesù
ma i doni dei Magi
han cambiato il menù...
Son diventati agi
e molto altro di più
creando disagi
a Colui che è lassù...
TC
21/12/2011
domenica 4 dicembre 2011
Ricco Natale

tanti doni e pecorelle,
pur pastori e damigelle
ma sui muri..., solo crepe!
Non oggetti da donare,
non denari ma candore
e solo opere di valore,
al bambino da adorare!
Eppur l'ha portato addosso
un gran fardello, per davvero,
per salvare il mondo intero
ha sofferto a più non posso!
Se vogliamo capir l'esempio
non portiamo il "materiale"
ma buon proposito "sociale",
poniam fine ad ogni scempio!
Regaliamo il vero bello,
un aiuto o solo un sorriso,
una mano che farà buon viso,
portiamo luce ad un fratello!
Guardiamo il mondo puramente,
ascoltiamo bene il cuore,
facciamo mosse con onore,
perché sia Natale, veramente!
TC
04 dicembre 2011
giovedì 1 dicembre 2011
Ritmo lento...
domenica 20 novembre 2011
Bambina nel prato

lunedì 14 novembre 2011
Stella luminosa
venerdì 4 novembre 2011
Equilibrio naturale
domenica 30 ottobre 2011
Perché, fino ad oggi, mi sono occupato di fotocopiatrici

In molti, mi hanno più volte chiesto perché in prevalenza mi sono sempre occupato di fotocopiatrici ed in particolare nel selezionare macchine adeguate alle esigenze delle scuole primarie.
Con il romanzo breve "Gloria" e la nuova collana di "Le storie di Pòrdo", la mia intenzione sarebbe quella di poter riprendere le serate di veglia d'inverno, 'n der canto der fòo e d'estate 'n sotto le pergole o 'mancanza di 'ueste 'n sotto 'r cielo stellato ar solo lampeggìo de le lucciule...
sabato 29 ottobre 2011
Ode al vino

domenica 9 ottobre 2011
I poeti sono come il vento!

venerdì 30 settembre 2011
Fungo velenoso
I colori dell'autunno

mercoledì 14 settembre 2011
Briciole

Noi vivremo in eterno in quella parte di noi
che abbiamo donato agli Altri
(Salvador Allende)
Di un briciolo donato
puoi esser certo e grato
per fiducia conquistata
una mensa vien sfamata
è musica ben suonata
pittura bella e colorata
scultura ad arte modellata
poesia sentita ed amata
l'energia dell'universo
sembra prender verso
e tutta in movimento
raggiunge il firmamento!
© Tiziano Consani
6 gennaio 2011
martedì 23 agosto 2011
Malinconia
Tu,
giovedì 18 agosto 2011
Il " teorema del passatutto"
La nonna girava, girava e passava, passava...
La pubblicazione è in e-book bilingue italiano/inglese. Reperibile in tutte le librerie online nazionali ed internazionali.
Sinossi di "Il teorema del passatutto" di Tiziano Consani
Allo stesso modo, “Il teorema del passatutto” è costituito da pezzi diversi fra loro, cose vecchie e nuove, mischiate insieme e raccolte con cura nel tempo, che come veri e propri ingredienti, costituiscono una “zuppa”, metafora della vita di tutti i giorni e dei consumi che siamo quasi obbligati a macinare come dei robot, dentro un passatutto. Un “tritatutto”, come il titolo del carro del Carnevale di Viareggio che, immortalato nella fotografia di copertina, ben rappresenta questa raccolta di racconti “cucinati” a fuoco lento, mescolandone la sostanza con il mestolo di legno, modellato a mano e costruito con raspa e scalpello direttamente da un ramo d’ulivo: quel pezzo del “mio ciocco”, a Tre Colli di Calci, che tante volte mi ha accolto, raccolto e insegnato a vivere e a crescere.
I racconti, presentati sotto forma di brevi favole, si prestano bene anche per essere lette ai bambini. L’ultimo racconto è l’autobiografia dell’autore e anch’essa forse è una favola.
A presto!
Tiziano Consani
(ultimo aggiornamento: TC 27-05-2015)
sabato 23 luglio 2011
AMARE COL CUORE *
Se per amore
dai voce al cuore,
la luce si accende
la mano tesa ci prende.
Si illumina serio
ogni oscuro sentiero,
sboccia una rosa vera
come a primavera.
Se con amore
dai voce al cuore,
cadon le spine
il male, ha fine.
Capisce la gente
si apre la mente
a ciò che è importante
ed è..., trascendente.
© Tiziano Consani
* I versi in corsivo sono di Antonio Cecconi
lunedì 27 giugno 2011
Semplice felicità
Ti ho vista felice:
quando sono tornato...,
quando vieni da me,
quando stai con me,
quando mi senti,
anche,
quanto tu senti
l'amore divino,
col cuore che stimo,
la felicità semplice
che irradia benessere
ed allontana da te
ogni no del tuo "se"!
© Tiziano Consani
19/06/2011
Scritta c/o il reparto di Chirurgia d'urgenza dell'ospedale di Cisanello.
Dedicata a mia moglie Marzia che mi ha assistito ed è stata sempre vicina accanto a me, escogitando continui sistemi per eludere la sorveglianza del personale ospedaliero, in questa settimana difficile.
lunedì 20 giugno 2011
'N corpo ci ho ll'anguille (della serie: - Lla vorpe e ll'uva -)

domenica 19 giugno 2011
Rosa Rossa
sabato 23 aprile 2011
Buona Pasqua
Pace
sabato 16 aprile 2011
Farfalle a primavera
martedì 8 febbraio 2011
Piccola barca
Oscurità
nell'oscurità
che riesco
più a vedere,
come se il buio
mi fosse amico,
o forse, perché,
la paura di lui,
mi fa guardare
meglio.
TC
(20S)
martedì 7 dicembre 2010
Versi
Sono solo,
gocce di pioggia...
Bagnano il sentiero,
nutrono il ruscello
dal suo cammino,
...segnato.
Sono solo,
gocce di pioggia...
TC
(21S)















