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venerdì 4 aprile 2014

"Le storie di Pòrdo" - Presentazione del libro - Autore Tiziano Consani



Parliamo un po' di Pòrdo... "Le storie di Pòrdo 1" e "Le storie di Pòrdo 2"

- Prefazione di Renzo Zucchini -




- Copertina di Luca Canapicchi -


Innanzitutto ho voluto scrivere "Le storie di Pòrdo" in vernacolo pisano perché, secondo me, non era possibile descrivere un calcesano di Tre Colli, burlone, in lingua italiana. Considerate che il periodo di ambientazione, come dice il sottotitolo è: - Quando 'r terèfano, la terevisione e Fesbucche 'un c'erano -


Come afferma Renzo Zucchini, che ha scritto la prefazione del libro, si tratta "...di storie di casa nostra, vestite dell’odore della nostra lingua, quella vera, quella della miseria, dell’ignoranza. E anche della dignità. Tiziano restaura ricordi, li trasforma in racconti, e come pennello e vernici usa la lingua unica e possibile per storie che sono nate qui. Il pennello è il vernacolo (lo zio ignorante della lingua italiana), le vernici sono un lessico di vocaboli, ormai desueti se non addirittura sconosciuti, persi o quasi, e per questo roba da restauratori o da archeologi del linguaggio..."






Durante la stesura del libro ho voluto che il lettore si soffermasse sulla differenza fra una storia scritta in vernacolo e un'altra scritta in lingua. Quindi ho inserito, nel libro, due storie non scritte in vernacolo.



Dopo questa premessa, vediamo chi era Pòrdo...



Pòrdo era 'n pastore di Traccolli che, per ruzzà, 'nventava le su' ganzate lì per lì, a scapito di ‘uarcunantro.



Come e' si presenta 'uesto libbro:



Cinque storie, che fanno un trittìo dediàto a Pòrdo e scritto 'n vernàolo per fa' passà un'òra spensierata a chi pòle mettési a lèggelo tutto d'un fiato per poi arraccontallo a tutti 'uelli 'he trova per la via. Le tre ganzate s'arternano 'nsieme a du' storie scritte 'n lingua per da' tempo ar lettore che le volesse legge' a voce arta, di riprende' fiato 'n fra 'n troncamento e l'antro e anco e' parecchi apostrofi che ci vogliano per meglio fà capì 'r nostro vernàolo pisano. Questo è scritto ne' modi 'aratteristici di noiartri carcesani dove espressioni e verbi pigliano, a vòrte, forme tìpi'e der posto. Come se risentisseno delle libecciate che rivano dar mare di fronte, lo scirocco che riva da Livorno e e' venti di tramontana che ni soffian da Lucca. 





Per chi 'un lo sapesse, Traccolli è a Carci, 'n della provincia di Pisa e drèto ar monte 'he separa la lucchesia dar territorio pisano. Davanti a Traccolli e' c'è Livorno e 'r su' mare. Pòrdo è 'n carcesano che chiacchiera e si mòve come e' pisani di Carci che stavano lì e che s'erano mescolati anco 'n po' po' co' lucchesi: un posto 'n fondo a 'na valle e 'n fra tanti 'olli che, per comodità di parola, doventó Treccolli e óggigiorno: Tre Colli. Va detto che in Val di Carci, il colle 'un è 'na collina ma è un crinale der monte principale che scende verso valle. I treccollesi ch'ènno protagonisti di 'ueste storie èn quelli d'una vòrta: quelli che ner parlà e ner comportassi danno a fa' capì 'r modo di 'ampà 'n der posto e 'n della bella valle ch'è la Vargraziosa: artro nome della Val di Carci. Gente semprice e, come tutto 'r popolo pisano, con "l'acume" drento, con quella voglia di ruzza' e d'arraccontà che ci 'aratterizza anco óggi. 'N fra Treccolli e La Pieve, che è 'r capològo 'n piano di tutta Carci, e' c'è 'n antra loalità che si chiama Castermaggiore (a vòrte doventa 'Astermaggiore per fa' prima a dillo...) e viene nominato parecchie vòrte perché lì c'ènno e' posti pubbrici di ritrovo, da Elice e er Crubbe, che garbano di più a' personaggi 'ui arraccontati.



A Treccolli ènno tutti amici di Pòrdo e quando ni viene voglia di ruzzà, e' si metteno tutti 'nsieme a soffià' forte verso Livorno per vedé se ni rièsce di mandà' 'r popolo labròni'o un po' po' di più verso 'r largo. Ma è l'unì'a 'mpresa di Pòrdo che e' n'è sempre viensuta male e tutte le vorte 'he ci han provato, e' treccollesi, e' son rimasti tutti senza fiato e 'un c'è mai stato vèrsi di spostà Livorno, verso 'r mare, nemmen d'un centimetro...


Sicché, a' treccollesi, 'un ni pòle rimané artro da fa' che mettéssi 'n der canto der fòo, arraccontassi du' bischerate e sta' a sedé 'n su le seggiule 'mpagliate con davanti 'n fiasco di vino di 'uello bòno, di 'Ampo!



A questo punto, non vi resta che iniziare a leggere il libro dalla prima storia e cioè:

"La veglia 'on ir morto" ... un racconto ambientato dentro il cimitero di Castelmaggiore (frazione del Comune di Calci). La foto che raffigura quella che oggi si chiama piazza Verdi, a Castelmaggiore, rappresenta il luogo della Piazza, dove, ai tempi di Pòrdo, avviene la sceneggiatura dell'epilogo della storia...



Buona lettura e buon divertimento!!!



domenica 12 gennaio 2014

...Dai quattro venti

Foto: Atli Harðarson  via  Photopin Licenza cc

Come nuotar dentro un caffè amaro
un dolce dormir senza commenti
vedo tacere il mondo che mi è caro
Non odo parlar più... dai quattro venti?

O dove siete lettori spenti
senza più affanno, così tanto raro?
Son finite tutte le sementi?
Non c'è più voce... dai quattro venti?

Siam sempre qui al grande faro
dentro la sfera dei tormenti
o forse la gioa rende riparo
e l'onda è domata... dai quattro venti?

Se così vero fosse e non baro
saremmo tutti felici e contenti
e ormai giunti all'atteso varo
...ritornan le voci... dai quattro venti!

T.C. - 11 gennaio 2013 -

venerdì 10 gennaio 2014

Burlettone!

C'era una volta un burattino..., anzi no, c'erano una volta tanti burattini..., ma che cosa dico! C'erano una volta tantissimi burattini! Erano talmente tanti che non entravano più nel piccolo e sferico contenitore che li aveva contenuti fino a quel momento e che, per distinguerlo da tutti gli altri, Burlettone, il figlio del professor Capo Social e della contessa Faccia Libro, l'aveva soprannominato "Terra". Ogni burattino stringeva fra le proprie mani finte un tasto con sopra scritto "Mi Piace" e lo premeva in continuazione senza sosta e senza capire che cosa gli piacesse o non gli piacesse fare. L'importante era premerlo. Ognuno doveva farlo perché, semplicemente, lo facevano gli altri e, tutto ciò che facevano gli altri, faceva tendenza. Ad ogni burattino piaceva, piaceva tutto e ancora di più di tutto. Un giorno, Burlettone apostrofò la madre e le suggerì di aprire una pagina, del suo illustre cognome, dove si raccontasse una storia triste. Poi chiese, sempre alla madre, di aprire un'altra pagina e che essa contenesse una storia allegra. Pur con la disapprovazione del capofamiglia, la contessa Faccia Libro accontentò il figlio. Burlettone inviò a tutto il contenitore sferico le due pagine e, dopo meno di due secondi, milioni di "Mi Piace" piovvero a grandine sull'intera Terra... Su milioni di burattini, solo il Linchetto , la Bodda e il Lucio dissero la loro e, diversamente da tutti gli altri, con un commento vero, anziché con il tasto preconfezionato.
Il Linchetto era un essere immaginario, la Bodda solo un banalissimo rospo femmina caduto per caso dentro il contenitore e il Lucio un grosso tacchino fuggito al grande arrosto...
"Ma loro non son mica burattini!", esplose in coro tutta la Terra! Allora il professor Capo Social, profondamente adirato, dette un calcio alla sfera che fu proiettata, a dritto, dentro la Porta dei Cieli e... un boato ruppe ogni soglia del suono: "GOOOAAAL!!!!" . Mamma Faccia Libro si ripiegò e si chiuse su se stessa per la sconfitta subita. Capo Social se ne andò verso la Via Lattea in cerca di un allenatore all'altezza della situazione. Burlettone è sempre lì che se la ride a crepapelle! Anzi, si sta piegando in due dalle risate ed ha preso, da solo, le redini della carovana! La sta conducendo verso il Paese dei Balocchi! Si salvi chi puòòò!!!!





Copyright: Tiziano Consani - 09 gennaio 2014 -
Tutti i diritti sono riservati
Eventuali commenti potranno pervenire a: consanitiziano@gmail.com
oppure utilizzando la mia pagina Facebook   QUI

martedì 7 gennaio 2014

Il gatto Teo non è più solo


La voce narratrice di questo video è della mia nipotina Elisa! La classe da lei frequentata, III B della scuola primaria "Verdigi" di Pappiana (Istituto Comprensivo Livia Gereschi di Pontasserchio - San Giuliano Terme - PI -), ha vinto il primo premio al concorso nazionale "A Scuola di PetCare"! COMPLIMENTI a tutti e brava Elisa!

(Zio, Tiziano)





domenica 5 gennaio 2014

Tramonto...


Foto: © Rita Baccelli - ritaba@live.it - Viareggio - Gennaio 2011 - Tutti i diritti sono riservati

Il tramonto è l'esaurirsi di un giorno e, l'alba, il suo rinascere...
(T.C.)

venerdì 13 dicembre 2013

Al mattino



Foto: © Rita Baccelli  -  ritaba@live.it - Al mattino - Asciano- Crete Senesi -

Tutti i diritti sono riservati


 Solitaria fra mille colori

fra onde di terra e natura

nel silenzio di dolci tepori

un'ombra riflessa e più scura...

Versi: © T.C. 12 dicembre 2013

Post a cura di: www.tizianoconsani.it
Servizi Artigianali per l'Ufficio e la Scuola











martedì 24 settembre 2013

La luce

foto Neil Kremer via photopin  licenza cc
 
 
 
 
LA LUCE
 
Ritrovo poi al mio risveglio la luce *
tenue del primo mattino
l'alba abbraccia il giorno
chiudendo la porta alle stelle.
 
Il Sole solleva il cielo dal buio,
scioglie il gelo di brina
schiude il fiore fino a sera.
 
Al tramonto un tuffo del cuore
un amore si chiude nel male
ma la Luna riaccende la sera
e la notte diventa: chimera...

TC

(*) Verso in corsivo tratto da  "L'alba" di Alessandro Scarpellini

Pensando in silenzio

Foto: driek - via photopin - licenza cc

PENSANDO IN SILENZIO
 
In silenzio è il pensiero
dal monte alla valle
lo sguardo scorrendo il sentiero
porta grazia sulle nostre spalle...
 
Il saio lurido e banale
la cella fredda e isolata
si attenua il bisogno carnale
e ogni ricchezza è dimenticata...
 
Tutto è filtrato, qui intorno,
ciò che è pregio è preghiera
come soffusa in un sonno
ogni Croce è un dono e non miseria...


TC
La Verna - 21 settembre 2013 -
 

sabato 7 settembre 2013

L'oasi nel deserto




Voglio sognare un mondo

che accolga l'uomo stanco.



Voglio sognare un mondo

che allevii le miserie.



Voglio sognar che il male

sia solo a fin di bene.



Voglio sognare sabbia

che si trasformi in pane.



Voglio sognar che esista

da lavorar per tutti.



Voglio sognar che il sale

non bruci il fertile terreno.



Voglio sognar che le idee

generino ottimi talenti.



Voglio sognar che il giusto

predomini sempre sul suo opposto.



Voglio poter svegliarmi

e veder realizzato

tutto ciò che ho sognato!



Dove il frutto della generosità

sia manifesto di legalità.



Dove la grande prosperità

faccia rima con: bontà!




Autore: Tiziano Consani

Poesia pubblicata sulla XXIII edizione di "Poesie nel cassetto" dell'archivio nazionale della poesia inedita del Comune di Monterchi (AR) - 31 agosto 2013 -

 
 
 

giovedì 5 settembre 2013

Elettronica, informatica, analisi... tutta matematica!

Ed io che da ragazzo volevo fare lo scrittore ed il poeta mi son ritrovato in questa selva oscura (la matematica) che, come dice il nostro sommo poeta Dante: "La retta via era smarrita..." E più che mi perdo fra i numeri, più mi vien voglia di mettere insieme vocali e consonanti inventando storie dove i numeri non sono assolutamente necessari se non per contare le pagine che scrivo...
TC

photo  josefstuefe  via photopin   cc

mercoledì 4 settembre 2013

Da ragazzo volevo fare il poeta e lo scrittore...

photo: Olmeco   via:  photopin   cc

Da ragazzo volevo fare il poeta e lo scrittore... ma... in un solo giorno e nello stesso luogo incontrai ben due signori letterati che mi fecero cambiare idea... Vi riassumo il consiglio di entrambi con versi, nel mio dialetto vernacolo, qui di seguito:


Ar Cràssïo, volevo 'ndà' a studià'...

Mi disséno, 'he 'r grèo eppòi 'llatino

'un glièrano mìa bòni, da mangià':

glièra meglio, 'n mestiere da 'ngegnino...



E allora decisi di IMPARARE UN MESTIERE, anzi, due MESTIERI!

Il poeta e lo scrittore li faccio lo stesso per divertimento e... non solo...


(Chi volesse scoprire di più può cliccare qui)


Tiziano Consani

domenica 25 agosto 2013

Aforisma della sera...


Non leggete il tempo, leggete l'eternità.


photo credit: c@rljones via photopin cc

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domenica 18 agosto 2013

Che fine farà il libro?


A proposito di "Che fine farà il libro",

penso che non possiamo negare che l'effetto web sia un evento storico. Di fronte all'evidenza dei fatti, sarà necessario cominciare a credere e iniziare a valutare i supporti web più sicuri  nei confronti dello scarico pirata. 
 
Per gli editori l'affiancare al supporto cartaceo anche l'opzione "e-book sicuro" dovrebbe essere facile ed anche economicamente sostenibile.  A titolo di esempio, un supporto e-book sicuro per la la pubblicazione libraria è stato creato dal colosso internazionale Amazon: il formato Kindle. Non essendoci i costi di stampa il prezzo di vendita dell'opera è più contenuto e il prodotto librario  rimane all'interno dello strumento con il quali si compie prima l'acquisto e poi lo scarico del prodotto. 
 
Francamente ritengo che sia ancora più sicuro del libro cartaceo che, dopo essere stato letto da una persona,  può esser fatto girare gratuitamente a più amici e conoscenti, nel caso del formato Kindle, poiché il lettore che ha eseguito l'acquisto si trova ad avere il prodotto sul proprio apparecchio personale (PC, smartphone, tablet, ecc,), certamente non presterà il suo apparecchio a qualcun altro. L'ulteriore sicurezza sta nel fatto che l'acquirente di questo tipo di e-book non potrà neppure inviare ad altri il prodotto, in quanto il sistema non permette assolutamente lo spostamento dell'opera e neppure la possibilità di stamparla o copiarla con il copia/incolla.
 
Probabilmente rimarrà il fatto che le librerie venderanno meno prodotti cartacei, ma, non è detto che con il dovuto apporto di diritti economici corrisposti, esse non possano rivendere formati e-book sicuri che il lettore di passaggio potrà avere, direttamente in libreria e immediatamente sul proprio apparecchio, come se avesse effettuato una comune ricarica telefonica. Anche perché non tutti dispongono delle capacità tecniche per effettuare tali operazioni da soli. Mentre molti dispongono di cellulari di ultima generazione e, a quanto pare, il settore non conosce crisi ed è in continua crescita... 
 
 
Tiziano Consani
19 agosto 2013


photo credit: bass_nroll via photopin cc

domenica 11 agosto 2013

Il poeta e lo scrittore sono "artigiani"


Lo sapete che lo scrittore ed il poeta sono artigiani? Artigiani che,  mettendo insieme segni e caratteri, riescono ad esprimersi con le parole,  offrendo ai lettori dei "prodotti" ricchi di  sensazioni ed emozioni che essi  provano in una maniera così intensa da sentire il bisogno di renderne partecipi tutti.  

(Anonimo)


martedì 6 agosto 2013

"Gloria" - La recensione di Massimo Acciai - Scrittore -

Gloria
Tiziano Consani
Agemina, 2013 
Il romanzo breve di Tiziano Consani (80 pagine), scrittore toscano (vive a Calci) che affianca la sua passione per la scrittura al suo lavoro di tecnico e consulente, si legge in un lampo: questo grazie allo stile scorrevole e alla trama ricca di colpi di scena ed invenzioni che sconfinano nella fantascienza (genere a me caro). È la storia di un'invenzione che potrebbe cambiare il mondo e che suscita un gioco pericoloso di spionaggio e gelosie che coinvolgono il protagonista, Giorgio, ma è soprattutto una grande storia d'amore che attraversa gli anni e trova infine il suo compimento. In questo numero di Segreti di Pulcinella proponiamo anche un racconto dello stesso autore, "La libertà di Aisha". Buona lettura.

Massimo Acciai - Scrittore -



domenica 23 giugno 2013

Osservare...



"Qualunque persona vedente può vedere. Il poeta e lo scrittore possono osservare."

(TC - 22 giugno 2013)

giovedì 20 giugno 2013

STRANO MONDO


Come è strano il mondo:
corriamo tutto il giorno
pensiamo solo in tondo
bolliamo come in forno...

Cerchiamo la felicità
in un rigo o una parola
in un inutile qualcosa...

Guardando poi nel fondo
vediamo tanta nebbia:
polvere di materia
che ci ricorda seria

chi siamo veramente
e ci dimentichiam sovente...

T.C. 15 giugno 2013

venerdì 7 giugno 2013

Il cuculo


"Quanto fatichiamo spesso per costruire i nostri piccoli tesori e quanto è facile che un cuculo di passaggio se ne appropri ingiustamente e getti via tutta la nostra storia cantando a gran voce: "Cu cù, cu cù!"

© T.C.
7 giugno 2013

domenica 2 giugno 2013

Passione e utopia

Una passione può essere anche un'utopia, può condizionare la nostra esistenza fino a diventare una malattia ma, per me, è qualcosa che dà la forza e la felicità di poter raggiungere una meta.

© TC - 2 giugno 2013 -




sabato 25 maggio 2013

Dal libro "Gloria" ... (IV)

"... dopo meno di cinque minuti, lavati e sbarbati, insieme a tutto il plotone della camerata, si trovarono sull'attenti nel piazzale del battaglione in attesa che fosse alzato il tricolore. I dieci, Giorgio compreso, erano tutti in mutande, anfibi e fez rosso e nappa blu in testa. Una cosa spaventosamente comica e resa ancora più farsesca dal fatto che seguì.   ..."


Tratto dal romanzo breve "Gloria" di Tiziano Consani - © Edizioni Agemina 2012
- Tutti i diritti sono riservati -



venerdì 24 maggio 2013

La libertà di Aisha



Il mare si faceva sempre più grosso, le onde crescevano, una dopo l'altra, sempre più alte. La piccola imbarcazione saliva e scendeva vertiginosamente e le creste delle onde vi rovesciavano sopra grandi quantità di acqua. Aisha stringeva fortemente a sé la sua piccola figlia Juba; aveva paura, era fuggita dall’ Africa in cerca della libertà che nel suo paese le era negata e voleva crescere la sua bambina in una Terra dove le donne avessero i propri diritti. Aisha era molto giovane e colta, aveva potuto studiare al centro di studio della Missione e aveva cominciato a sognare un mondo diverso per se stessa e per sua figlia. Era stanca di vivere barricata nella Missione, di non essere nessuno fuori da lì, di non poter vivere col suo uomo, perché la guerra glielo aveva strappato via senza che potesse vedere Juba appena nata. 
Suor Clementina, la dirigente della Missione, aveva provato inutilmente a fermare Aisha; non voleva che lei e la sua bambina si imbarcassero su quel vecchio peschereccio insieme a tutte quelle persone disperate, non voleva che consumasse tutti i suoi risparmi per darli a quel trafficante di uomini senza scrupoli. 
Cosa avrebbero fatto lei e la piccola Juba una volta arrivate a destinazione, senza soldi in tasca e clandestine? Suor Clementina aveva pregato a lungo perché Aisha ritornasse sui propri passi e rimanesse con lei, ma la sua preghiera non era servita ed allora aveva fatto di tutto per aiutarla. Il giorno dell'imbarco l'aveva raggiunta e le aveva consegnato una piccola busta; dentro c'era un'immagine della Madonna, una lettera di raccomandazione con l'indirizzo di un istituto religioso italiano e del denaro in euro, sufficiente a sopravvivere per almeno un mese dopo lo sbarco: il tempo necessario a raggiungere Roma ed arrivare al convento dove la madre superiora avrebbe accolto la donna e sua figlia e sarebbe potuta nascere una nuova vita per entrambe.
Aisha aveva ringraziato, con un bacio di profonda riconoscenza, la suora e, dopo aver nascosto la preziosa busta dentro al reggiseno, si era legata la piccola Juba al seno, utilizzando una fasciatura fatta con un lungo tessuto di cotone variopinto; era sicura che in tal modo sua figlia non si sarebbe mai staccata da lei e che, qualunque cosa sarebbe accaduta, lei l'avrebbe potuta proteggere.
Non era mai stata in mare e non poteva immaginare cosa significasse affrontare una tempesta. Ora lo sapeva e la paura di non farcela la faceva pregare ininterrottamente. Alcuni dei compagni di viaggio erano stati sbalzati fuori dalla barca e nessuno avrebbe potuto salvarli. Per loro, il viaggio terreno era terminato e avrebbero raggiunto presto la loro destinazione, in cielo, e non nella Terra che sognavano. 
La tempesta intanto si faceva sempre più forte e la barca era troppo pesante. Il comandante ed il suo aiutante, entrambi due poco di buono e privi di scrupoli, cominciarono a prendere le persone ferite dagli urti subiti nel sali scendi della barca in balia delle onde ed a gettarli in mare per alleggerire il carico. 
Aisha era terrorizzata da quello che stava accadendo e dal comportamento di quelle due persone che prima della partenza, dopo aver preso tutti i suoi risparmi, le avevano assicurato la massima protezione fino alla destinazione. Con le gambe era riuscita a serrarsi ad un appiglio sicuro e non si sarebbe staccata da lì a meno che non le si fossero spezzate. Intanto continuava a pregare come le aveva insegnato Suor Clementina. Uno dei due briganti, il comandante della barca, provò a tirarla per un braccio per gettarla in mare e cercò anche di strapparle la piccola Juba, ma non ci riuscì. Aisha teneva serrate le gambe con tutta la forza della sua disperazione. L'uomo tirò fortemente per cercare di staccare la bambina dalla madre, ma la fasciatura che le teneva unite era veramente impossibile da sciogliere: un'onda altissima si rovesciò su di lui che, imprecando, fu inghiottito dalla furia del mare e scomparve nel buio di quella terribile notte. Fu allora che il mare, prendendosi l'artefice di quello scempio, sembrava esser pago di quella preda e che di essa si fosse saziato, compiaciuto per aver sventato un’azione malvagia in aggiunta a quelle già compiute. Così placò la propria furia e, mentre sorgeva finalmente il sole, la piccola barca, priva ormai del cattivo timoniere, cominciò a galleggiare sul pelo dell'acqua oscillando dolcemente.
Aisha allentò le gambe dalla presa, baciò la fronte della piccola Juba che dormiva serena, ringraziò Dio di avere ascoltato le sue preghiere e si addormentò anch’essa, esausta e stremata. 
Fu svegliata da una voce gentile, che le dava degli schiaffetti sulle guance. Aisha aprì gli occhi e vide un viso femminile che le sorrideva. Di colpo sentì che non aveva Juba attaccata a sè e fu presa dall’angoscia, ma poi la vide con un biscotto in mano accanto alla donna: un' ufficiale della guardia di finanza italiana, la stessa che stava cercando di svegliarla e che in lingua inglese la stava rassicurando e stava cercando di farle bere un sorso d'acqua, porgendole un bicchiere. Aisha si sentì al sicuro e ne fu felice; in pochi minuti fu in piedi e tenendo per mano Juba, porse la lettera di Suor Clementina a quella donna che in questo nuovo paese rappresentava autorità e rispetto. Anche lei e sua figlia un giorno avrebbero potuto essere due donne libere ed indipendenti.  Si incamminò verso il centro di accoglienza e cominciò a vivere la sua nuova esistenza, certa che un giorno sarebbe potuta ritornare in Africa e finalmente realizzare, insieme a sua figlia, il suo più grande sogno: essere donna e poterlo esprimere reclamando i diritti che ogni essere umano merita.

©T.C.
Presentata alla I edizione del Premio " Roberta , una donna da ricordare" nell'agosto 2011

Dal libro "Gloria" ... (III)

...Mise in moto la sua Alfa e, dopo appena venti minuti, entravano in Lucca dalla porta Santa Maria, parcheggiavano l'auto di traverso nella piazzetta antecedente la via Fillungo e correndo, tenendosi per mano, in meno di tre minuti raggiungevano la rotonda e caratteristica piazza lucchese...

Tratto dal romanzo breve "Gloria" di Tiziano Consani - © Edizioni Agemina 2012
- Tutti i diritti sono riservati -



sabato 18 maggio 2013

Invalicabili mura



Il bravo costruttore  costruisce solide mura su altrettanto solide fondamenta. La cura nella scelta dei materiali migliori e l'esperienza acquisita negli anni,  fanno sì che le sue opere siano quasi invalicabili.
Talvolta la mente umana, su fondamenta di paglia,  può costruire mura più alte e più invalicabili di quelle costruite dal bravo costruttore.

T.C.
18 maggio 2013





martedì 14 maggio 2013

Dal libro "Gloria" ... (II)


Dal libro "Gloria" ... (II)

"...La visita alla Certosa di Calci fu piacevole, ma anche lì, notò qualcosa di strano nel comportamento della ragazza. Le domandò come potesse una ragazza olandese sapere tutte quelle cose su quel luogo e soprattutto della vita monastica dei frati che vi avevano vissuto molti anni prima..."

Tratto dal romanzo breve "Gloria" di Tiziano Consani - © Edizioni Agemina 2012 - Tutti i diritti sono riservati -


domenica 12 maggio 2013

Dal libro "Gloria" ...

"... Sullo sfondo della sala, il tramonto aveva intanto colorato di rosso il mare e l'isola di Gorgona era diventata una sagoma scura e indefinita, avvolta da un'atmosfera surreale ... "


Tratto dal romanzo breve "Gloria" di Tiziano Consani - © Edizioni Agemina 2012
- Tutti i diritti sono riservati -




lunedì 18 marzo 2013

Come acquistare il libro "Gloria"

Gloria
Tiziano Consani
Agemina, 2013 


Il romanzo breve di Tiziano Consani (80 pagine), scrittore toscano (vive a Calci) che affianca la sua passione per la scrittura al suo lavoro di tecnico e consulente, si legge in un lampo: questo grazie allo stile scorrevole e alla trama ricca di colpi di scena ed invenzioni che sconfinano nella fantascienza (genere a me caro). È la storia di un'invenzione che potrebbe cambiare il mondo e che suscita un gioco pericoloso di spionaggio e gelosie che coinvolgono il protagonista, Giorgio, ma è soprattutto una grande storia d'amore che attraversa gli anni e trova infine il suo compimento. In questo numero di Segreti di Pulcinella proponiamo anche un racconto dello stesso autore, "La libertà di Aisha". Buona lettura.

Massimo Acciai - Scrittore -

 
Modalità per acquistare il libro "Gloria"


Codice ISBN del libro "Gloria" di Tiziano Consani
Edizioni Agemina
Prefazione di Marzia Carocci

ISBN: 8895555589 ISBN 13: 9788895555584


Il libro "Gloria" può essere acquistato in uno qualsiasi dei seguenti modi:



1) Contattando la casa editrice, al seguente indirizzo: 


 EDIZIONI AGEMINA
Via Val di Sieve, 34  - 50127 - FIRENZE
tel. e fax  055-412715   -   cell. 338/2337933


2) inviando una e-mail, all'autore, al seguente indirizzo: 


3) sul web c/o i seguenti e-commerce librari online facendo clic sul nome:






Chi avesse problemi di mancato ricevimento del libro, con qualcuno dei portali online soprascritti,  invii subito una e-mail all'autore al seguente indirizzo:  

mercoledì 6 marzo 2013

" Gloria " : come acquistare il libro


Autore: Tiziano Consani

Editore:
© 2012 - EDIZIONI AGEMINA
1° edizione marzo 2013
Via Val di Sieve, 34  - 50127 - FIRENZE
tel. e fax  055-412715   -   cell. 338/2337933

Tutti i diritti, presenti e futuri, letterari, radiofonici, televisivi, cinematografici, di traduzione, di registrazione, di adattamento, di rielaborazione e di ogni altro genere del testo, sono riservati per tutti i Paesi, nessuno escluso.
È vietato qualsiasi tipo di riproduzione, anche parziale, dell'opera senza previa autorizzazione.

Codice ISBN del libro "Gloria" di Tiziano Consani
Edizioni Agemina
Prefazione di Marzia Carocci

ISBN: 8895555589 ISBN 13: 9788895555584

l libro "Gloria" può essere acquistato in uno qualsiasi dei seguenti modi:



1) Contattando la casa editrice, al seguente indirizzo: 

 EDIZIONI AGEMINA
Via Val di Sieve, 34  - 50127 - FIRENZE
tel. e fax  055-412715   -   cell. 338/2337933


2) inviando una e-mail, all'autore, al seguente indirizzo: 


3) sul web c/o i seguenti e-commerce librari online facendo clic sul nome:





InMONDADORI

HOEPLI LIBRI

LaFELTRINELLI


LIBRERIAUNIVERSITARIA

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domenica 16 dicembre 2012

L'umiltà è...




L'umiltà è alla base di tutto. La buona educazione, quella dell'umile, non diverge in discussioni litigiose ma verso una comprensione ed un dialogo più umani. Nel pensiero Cristiano, per esempio, attraverso la preghiera si rafforza la fede. Pregando con fede, il credente si rende umile, si inginocchia, di fronte a Dio e agli altri. Oggi l'umiltà non è una caratteristica da idealizzare, anzi è considerata un sintomo di debolezza sociale. Ma l'umile accetta con fede anche chi non la pensa alla stessa maniera, non comanda ma ascolta, non chiede ma da, non vende ma condivide, quando l'altro chiama è pronto a rispondere, non pensa di sapere tutto ma cerca di apprendere altre cose.

La vita reale è materialità, affari, ricchezza e povertà esteriori: sono tutti possessi terreni, invenzioni umane per consumare o presentarsi più o meno meglio di fronte agli altri; per distinguere dall'esterno il più bravo a rendersi una vita agiata da chi non riesce neppure a comprarsi da mangiare una sola volta al giorno. La ricchezza vera è quella che può farci essere felici senza possedere niente: il bambino piccolo che chiede solo il nostro affetto, gli occhi languidi di un vecchio che ti ringraziano senza che lui pronunci parole, quando gli siedi accanto, solo per fargli compagnia; il poter dedicarsi ad una propria passione senza dover pensare a trarne il massimo profitto economico; lavorare per vivere equamente e non vivere per lavorare e per dover pagare inutili consumi...

TC

mercoledì 28 novembre 2012

Vibrano i sensi 2




Ticchetta la pioggia sul letto di foglie
scandendo il tempo;
chi sogna il tramonto
si perde nel mondo.
Smarrisce la stella il cammino.


Cercando lontano le membra pur spoglie,
con sguardo splendente
la fiamma si accende,
la luce si estende.
Ritrova il fuggente destino.


Un bacio leggero sfiorato che coglie...
vibrano i sensi,
scuote la pelle,
si attraggon le stelle.
La mano congiunge il pennino.


La notte diventa la vita con doglie
di Luna che culla,
di punti infiniti,
di ponti scolpiti.
Di versi pensati di fino.


L'amore riflette in tutte le soglie
la luce del vero;
c'è un raggio di Sole:
sul prato le viole...
I sensi son d'oro zecchino.


TC


martedì 6 novembre 2012

Il poeta





Il poeta 
è come il vento:
raccoglie ogni frammento
e, come polline,
lo spolvera sui prati...

T.C.
06 novembre 2012

sabato 3 novembre 2012

Vibrano i sensi


VIBRANO I SENSI

Ticchetta la pioggia
scandendo il tempo,
chi sogna il tramonto
si perde nel mondo.

Guardando lontano
con sguardo fuggente
la fiamma si accende,
la luce si estende.

Un bacio leggero:
vibrano i sensi,
scuote la pelle,
si attraggon le stelle.

La notte diventa
di Luna che culla,
di punti infiniti,
di ponti scolpiti.

L'amore riflette
la luce del vero;
c'è un raggio di Sole:
sul prato le viole.
© Tiziano Consani
3 novembre 2012

giovedì 1 novembre 2012

Cose strane...




Una festività speciale
si svela in questi giorni,
mi rende quasi assente
dall'attimo e dal frangente.

Il senso si disperde
son messo a dura prova,
la fede è l'unica leva
che liberi l'immanente.

Non senso razionale
e solo trascendente
riflette nella mente
che assorbe: cose strane...

Non sono più me stesso,
...qualcosa che m'attrae...
raccolgo il sesto senso
e dopo, pur, sto male...

Gli aghi nella carne,
i crampi nei visceri,
l'orecchio che martella
e gli arti: tremano...

Forse,
infinitesime, invisibili 
fiammelle chiedono:
solo una preghiera? ...

 © Tiziano Consani
    1 novembre 2012